Gli atti notarili viaggiano sul web. Il direttore dell'Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, e il direttore generale della Giustizia Civile del Ministero, Maria Teresa Saragnano, hanno firmato un provvedimento per estendere la facoltà di trasmissione telematica dei documenti, in via sperimentale, agli Uffici provinciali di Torino, Roma, Milano e Napoli. Un progetto analogo è stato avviato il 29 dicembre 2010 negli uffici di Bologna, Firenze, Lecce e Palermo e ha spostato sul web tra il 45% e il 55% delle trasmissioni per i servizi di Pubblicità immobiliare. L'iniziativa, che vede la collaborazione del Consiglio nazionale del notariato, riguarda l'invio di copie autenticate di un atto notarile predisposte per intero con strumenti informatici e con l'uso della firma digitale. Per ogni nota trasmessa, l'Agenzia del Territorio restituisce, sempre sul web, un certificato di eseguita formalità provvisto anch'esso di firma digitale. In caso di malfunzionamenti, l'Agenzia assicura comunque l'eseguibilità degli adempimenti, in forma cartacea.
Chissà quando si potrà accedere con semplicità e trasparenza alla consultazione degli atti...
Questo blog nasce con l'umile intento di commentare alcune delle tante notizie che interessano l'infinito mondo del settore immobiliare.
sabato 15 ottobre 2011
domenica 9 ottobre 2011
Condividere casa.
Chi ha detto che a condividere un appartamento sono solo gli studenti universitari? Ormai, da qualche anno, soprattutto nelle grandi città, il fenomeno della condivisione sta diventando una necessità anche per i giovani non più studenti ma che hanno redditi troppo bassi per permettersi da soli un mutuo o un affitto.
Secondo quanto contenuto in un articolo comparso sul portale idealista.it nell’ultimo anno le richieste di stanze da affittare in condivisione con altri inquilini sono aumentate del 327% mentre l’offerta fa registrare un aumento dell’85%.
“Da fenomeno tipicamente studentesco, negli anni la coabitazione è divenuta un trend tra gli under 35 - dice Vincenzo De Tommaso, responsabile ufficio studi di Idealista.it -. La crisi picchia duro sulle nuove generazioni, così l’affitto in condivisione è divenuta l’unica strada da percorrere per un giovane che vuole lasciare la casa dei propri genitori”.
Quanto costa affittare una stanza? Nel capoluogo meneghino una stanza in media costa 442 euro con punte di 800 euro al centro o nelle zone più ambiate (Navigli-Bocconi, Garibaldi-Porta Venezia e il centro storico), a Roma si pagano per una stanza circa 404 euro mensili fino ad un massimo di 700 euro nella zona centrale. A Firenze ci vogliono in media 336 euro per prendere una stanza, a Bologna 307 e a Torino 301 euro. In fondo alla classifica, tra le città più economiche si trova il capoluogo siciliano, dove affittare una stanza costa circa 179 euro al mese.
Se la condivisione di una stanza è diventata una consuetudine da parte dei giovani per risparmiare, gli anziani invece cercano di monetizzare il loro immobile attraverso la vendita di nuda proprietà.
Un escamotage, questo, che ha visto una crescita del 6% durante il 2010 nelle 10 grandi città italiane e che secondo un'indagine svolta da Scenari Immobiliari dovrebbe aumentare fra il 4% e il 7%. Un effetto combinato sia dalla domanda di risparmiatori che vogliono investire il proprio capitale acquistando un appartamento ad un prezzo decisamente inferiore e all’offerta di proprietari anziani che cercano di trovare forme di integrazione al loro reddito visto che le pensione non basta più.
Nuda proprietà: in cosa consiste
La vendita in nuda proprietà consiste nella vendita dell’immobile pur continuando a viverci finché si rimane in vita: è come se la casa fosse divisa in due: da una parte l’usufrutto, il diritto di utilizzare la casa fino a che si è in vita, dall’altra la nuda proprietà, la proprietà senza il diritto di utilizzo. Alla morte dell’usufruttuario la nuda proprietà e l’usufrutto si riuniscono e si ricompone la piena proprietà. Sarà a questo punto che l’acquirente avrà il diritto di poter abitare la casa. Con questa forma di investimento immobiliare si può ottenere una riduzione del prezzo della casa che va dal 25% fino al 40-50% rispetto alle quotazioni di mercato.
Secondo quanto contenuto in un articolo comparso sul portale idealista.it nell’ultimo anno le richieste di stanze da affittare in condivisione con altri inquilini sono aumentate del 327% mentre l’offerta fa registrare un aumento dell’85%.
“Da fenomeno tipicamente studentesco, negli anni la coabitazione è divenuta un trend tra gli under 35 - dice Vincenzo De Tommaso, responsabile ufficio studi di Idealista.it -. La crisi picchia duro sulle nuove generazioni, così l’affitto in condivisione è divenuta l’unica strada da percorrere per un giovane che vuole lasciare la casa dei propri genitori”.
Quanto costa affittare una stanza? Nel capoluogo meneghino una stanza in media costa 442 euro con punte di 800 euro al centro o nelle zone più ambiate (Navigli-Bocconi, Garibaldi-Porta Venezia e il centro storico), a Roma si pagano per una stanza circa 404 euro mensili fino ad un massimo di 700 euro nella zona centrale. A Firenze ci vogliono in media 336 euro per prendere una stanza, a Bologna 307 e a Torino 301 euro. In fondo alla classifica, tra le città più economiche si trova il capoluogo siciliano, dove affittare una stanza costa circa 179 euro al mese.
Se la condivisione di una stanza è diventata una consuetudine da parte dei giovani per risparmiare, gli anziani invece cercano di monetizzare il loro immobile attraverso la vendita di nuda proprietà.
Un escamotage, questo, che ha visto una crescita del 6% durante il 2010 nelle 10 grandi città italiane e che secondo un'indagine svolta da Scenari Immobiliari dovrebbe aumentare fra il 4% e il 7%. Un effetto combinato sia dalla domanda di risparmiatori che vogliono investire il proprio capitale acquistando un appartamento ad un prezzo decisamente inferiore e all’offerta di proprietari anziani che cercano di trovare forme di integrazione al loro reddito visto che le pensione non basta più.
Nuda proprietà: in cosa consiste
La vendita in nuda proprietà consiste nella vendita dell’immobile pur continuando a viverci finché si rimane in vita: è come se la casa fosse divisa in due: da una parte l’usufrutto, il diritto di utilizzare la casa fino a che si è in vita, dall’altra la nuda proprietà, la proprietà senza il diritto di utilizzo. Alla morte dell’usufruttuario la nuda proprietà e l’usufrutto si riuniscono e si ricompone la piena proprietà. Sarà a questo punto che l’acquirente avrà il diritto di poter abitare la casa. Con questa forma di investimento immobiliare si può ottenere una riduzione del prezzo della casa che va dal 25% fino al 40-50% rispetto alle quotazioni di mercato.
domenica 2 ottobre 2011
In provincia di Ancona ci si costruisce casa da soli.
Il 21 settembre l'ANSA riportava la notizia realtiva agli autocostruttori di Ancona impegnati nel progetto 'Le Mani per vivere insieme' e che, ormai da più di un mese, hanno iniziato a lavorare nel cantiere del Cesano dove entro l'autunno 2012 verranno realizzati 20 nuovi appartamenti. Un'esperienza unica nel territorio anconetano e che non solo sta dando risultati confortanti rispetto a due questioni sociali fondamentali - come quelli dell'alloggio e dell'integrazione multiculturale - ma che sembra andare oltre: "In questo cantiere - ha affermato Marcello Mariani (assessore provinciale al social housing) - non si stanno costruendo solo nuove case, sia sta costruendo soprattutto una nuova comunità".
Questa notizia mi ha colpito perchè si lega al discorso della ricerca di forme alternative del "comprar casa". Sono dell'idea che ai giorni nostri vi sia una forte divergenza tra quello che è il costo delle abitazioni e il reddito della popolazione. Sicuramente il recupero del "saper fare" e del costruirsi casa da soli come facevano i nostri genitori e i nostri nonni sarebbe un passo in dietro auspicabile oltre che contingente.
Questa notizia mi ha colpito perchè si lega al discorso della ricerca di forme alternative del "comprar casa". Sono dell'idea che ai giorni nostri vi sia una forte divergenza tra quello che è il costo delle abitazioni e il reddito della popolazione. Sicuramente il recupero del "saper fare" e del costruirsi casa da soli come facevano i nostri genitori e i nostri nonni sarebbe un passo in dietro auspicabile oltre che contingente.
giovedì 29 settembre 2011
Formula anticrisi: affitti con diritto di riscatto.
In questo modo, società di costruttori affiliate alla Cna di Pontedera (Pisa) cercano di smaltire il parco immobiliare rimasto invenduto, diventando così una sorta di mediatori finanziari soprattutto per i possibili acquirenti che possono avere difficoltà a reperire capitali. Da segnalare il caso di San Romano dove è cominciata la vendita di abitazioni con la formula del pagamento del canone di affitto per quattro anni, cifra che verrà scalata dal costo complessivo dell'acquisto se si deciderà di comprare l'immobile. Per adesso l'operazione è agli inizi, ma viene reputata l'unica possibile per far fronte allo stallo in cui è caduto il settore immobiliare negli ultimi anni, complice anche le ristrettezze con cui le banche concedono mutui anche a chi ha contratti di lavoro a tempo determinato. L'obiettivo di Cna è quello di creare una vera e propria società finanziaria partecipata che offra garanzie ipotecarie e assicurative per facilitare l'accesso al credito, in cui convergano imprese, associazioni di categoria, istituti di credito, Regione Toscana e Camera di Commercio.
mercoledì 14 settembre 2011
Comprare casa su Facebook. Sarà la normalità?
Dai dati diffusi da Immobiliare. it emerge che il mercato degli immobili sul Web è cresciuto, anno su anno, del 39%.
Interessante è poi scoprire che quasi un milione di italiani alle prese con questo tipo di ricerca comincia l'indagine da Facebook e non più solo dai siti di operatori specializzati. I risultati dicono che si tratta di persone che, di fatto, portano online il consueto modello del passaparola o la ricerca attraverso la propria cerchia di conoscenze. Chi pubblica o cerca annunci immobiliari sul social network è generalmente un utente alle sue prime esperienze on-line, che tende a voler stabilire un rapporto personale e, nella maggior parte dei casi, ha un’età superiore ai 35 anni.
La notizia non mi sorprende, del resto noto che in generale si presta più attenzione nel momento dell'acquisto del nuovo cellulare piuttosto che nella scelta della casa. La critica non è relativa allo strumento utilizzato (la rete) quanto all'atteggiamento (leggero) mantenuto in un momento importante nella vita di una persona o di una famiglia.
Interessante è poi scoprire che quasi un milione di italiani alle prese con questo tipo di ricerca comincia l'indagine da Facebook e non più solo dai siti di operatori specializzati. I risultati dicono che si tratta di persone che, di fatto, portano online il consueto modello del passaparola o la ricerca attraverso la propria cerchia di conoscenze. Chi pubblica o cerca annunci immobiliari sul social network è generalmente un utente alle sue prime esperienze on-line, che tende a voler stabilire un rapporto personale e, nella maggior parte dei casi, ha un’età superiore ai 35 anni.
La notizia non mi sorprende, del resto noto che in generale si presta più attenzione nel momento dell'acquisto del nuovo cellulare piuttosto che nella scelta della casa. La critica non è relativa allo strumento utilizzato (la rete) quanto all'atteggiamento (leggero) mantenuto in un momento importante nella vita di una persona o di una famiglia.
martedì 13 settembre 2011
Proprio così? Sì, è la casa dei sogni degli Italiani...
Attraverso l'analisi delle libere ricerche effettuate attraverso il motore di ricerca del portale Idealista.it sono state individuare le 10 tendenze che dovrebbero cambiare il concetto di casa. Nella lista compaiono infissi a taglio termico, pavimenti in resina, box doccia e vasca oltre al mini proiettore da portare di stanza in stanza e un terrazzo arredato con mobili di design... (consiglio a tutti il ripostiglio a soppalco! Ne ho uno nell'atrio notte ed è comodissimo). Dai risultati emerge che se da un lato la crisi e i prezzi alti hanno ridotto i metri quadri che ci si può permettere, dall'altro gli individui vogliono vivere in abitazioni più accoglienti, più organizzate e più economiche a livello di costi di gestione. Sarebbero, quindi, le caratteristiche qualitative a guidare l'acquisto della casa del futuro.
Propongo questi risultati con simpatia (per non dire con ironia). La mia idea di "casa del futuro" è ben diversa. I tempi bui costringeranno i più a rinunciare a fronzoli estetici e tecnologici. Anche se il Legislatore spinge per scelte sempre più ecologiche, la realtà di stipendi bassi e prezzi di acquisto alti è evidente agli occhi di tutti. L'emergenza abitativa esploderà a breve.
Propongo questi risultati con simpatia (per non dire con ironia). La mia idea di "casa del futuro" è ben diversa. I tempi bui costringeranno i più a rinunciare a fronzoli estetici e tecnologici. Anche se il Legislatore spinge per scelte sempre più ecologiche, la realtà di stipendi bassi e prezzi di acquisto alti è evidente agli occhi di tutti. L'emergenza abitativa esploderà a breve.
venerdì 9 settembre 2011
La valorizzazione delle caserme dismesse
Tra le misure introdotte dal D.L. 138/2011, la c.d. Manovra di Ferragosto, vi è il provvedimento relativo alla dismissione degli immobili della Difesa. I proventi saranno destinati per una quota del 55% al Fondo per l'ammortamento dei titoli di debito pubblico, per il 35% alla Difesa, mentre per il restante 10% agli enti locali interessati nei processi di valorizzazione degli immobili.
A tal proposito, a mio avviso, dovrebbero essere coinvolti in primis i Comuni affinché predispongano le linee guida per il recupero funzionale delle aree abbandonate (spesso di dimensioni notevoli) attraverso l’elaborazione di progetti unitari di massima, da realizzarsi eventualmente per stralci funzionali.
I Comuni dovrebbero altresì indicare le tempistiche entro cui avverrà l’immissione sul mercato dei sedimi, tenuto conto delle reali esigenze del territorio (valutazione del trend di crescita della popolazione, delle potenzialità produttive…) e in ogni caso escludendo gli inserimenti “massicci”. Devono in sostanza essere evitati fenomeni di “invenduto” o di mera “speculazione edilizia”.
Scomputando gli oneri di urbanizzazione si potrebbe favorire la realizzazione di spazi da destinare ai cittadini quali uffici pubblici, locali per le associazioni… Andrebbe quindi coinvolta la Comunità attraverso concorsi di idee o mediante collaborazioni con le Università.
A tal proposito, a mio avviso, dovrebbero essere coinvolti in primis i Comuni affinché predispongano le linee guida per il recupero funzionale delle aree abbandonate (spesso di dimensioni notevoli) attraverso l’elaborazione di progetti unitari di massima, da realizzarsi eventualmente per stralci funzionali.
I Comuni dovrebbero altresì indicare le tempistiche entro cui avverrà l’immissione sul mercato dei sedimi, tenuto conto delle reali esigenze del territorio (valutazione del trend di crescita della popolazione, delle potenzialità produttive…) e in ogni caso escludendo gli inserimenti “massicci”. Devono in sostanza essere evitati fenomeni di “invenduto” o di mera “speculazione edilizia”.
Scomputando gli oneri di urbanizzazione si potrebbe favorire la realizzazione di spazi da destinare ai cittadini quali uffici pubblici, locali per le associazioni… Andrebbe quindi coinvolta la Comunità attraverso concorsi di idee o mediante collaborazioni con le Università.
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